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Matrimoni, arte e denari

 
A cura di Aldo Pancheri

Per quanto riguarda l’arte contemporanea è quasi impossibile dissociare certi raggiungimenti di artisti che, anche non premeditatamente, hanno trovato notevoli vantaggi dall’amore e dal matrimonio. Qui di seguito raccolgo tre illustri casi.

Arturo Martini

La Pisana - Martini (1928)
Rapporto particolare fu quello di Arturo Martini, considerato forse il massimo scultore del Novecento Italiano, che visse per parecchio tempo con la moglie del suo più prezioso collezionista.

Non sappiamo se questo signore era così innamorato della scultura di Martini o era di animo così nobile da sostenere economicamente l’artista nonostante sua moglie lo avesse lasciato proprio per lui.

Peggy Guggenheim

Jackson Pollock - Numero 8 (1949)
Un altro esempio è quello di Peggy Guggenheim che sposata una prima volta con un artista di grande talento Laurence Vail incontrò poi a quanto sembra l’intellettuale inglese John Holms, il grande amore della sua vita. Nel 1934 Holms morì tragicamente.

Peggy iniziò successivamente una carriera di gallerista e condivise la propria vita con molti artisti i quali ne ebbero anche dei vantaggi pratici, e non solo, per le frequentazioni e per le esposizioni in varie gallerie e musei nel mondo.

Naturalmente vi furono anche amicizie molto profonde che non si chiusero nel migliore dei modi, come accade d’altronde sotto tutti i cieli.

Lucio Fontana

Si potrebbe ricordare l’assoluta libertà intellettuale e l’assoluto pragmatismo di Lucio Fontana. Gli amici sapevano che Fontana aveva vinto ex – equo il premio per l’esecuzione della quinta porta del Duomo di Milano e pertanto gli fecero un certo discorsetto: “Caro Lucio, tu vorresti avere la committenza della porta del Duomo qui a Milano, ma tutti sanno che vivi con la Teresita ma non sei sposato!”. Fontana non si scompose più di tanto e, detto e fatto, si sposò la Teresita.

Lo sventurato non sapeva che l’altro scultore più accreditato in quel momento, Luciano Minguzzi, era amico di Don Mauro Macchi braccio destro di Papa Paolo VI, per cui il lavoro fu affidato a Minguzzi. Fontana non se la prese più di tanto ma gli amici gli dissero: “Vedi ad ascoltare noi ti sei sposato la Teresita ma l’incarico non ti è stato affidato ugualmente. Cosi imparerai a fidarti degli amici!”.


Aldo Pancheri, è nato a Trento nel 1940. Diplomato all’Istituto d’Arte di Trento, continua gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna alla scuola Virgilio Guidi ove si diploma nel giugno del 1962. Dal 1961 al 1969, mentre insegna disegno architettonico ed ornamentale a Trento, alla galleria L’Argentario conosce il pittore Aldo Schmid con il quale per un anno condivide l’atelier. Negli anni Settanta si stabilisce definitivamente a Milano ed entra in amicizia con l’architetto Luciano Baldessari, prodigo di consigli e maestro di vita, che lo introduce nel mondo artistico milanese. Numerose le esposizioni in Italia e all’estero con importanti contributi critici. Fra le molte altre sedi pubbliche, sue opere si trovano presso la raccolta Bertarelli, Civici Musei Castello Sforzesco di Milano e presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, MART.



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