Hypersmash.com
 

Intervista ad Ernesto Berretti – Seconda parte

Scrittore di "Marié, se stanotte russo.."

Il libro di Ernesto Berretti racconta le vicissitudini familiari di Oreste, marito e padre dedito alla famiglia. Oreste giunge alla sera con il desiderio di un sonno ristoratore.. sempre che Marie’, la moglie, lo lasci dormire. Già perché Oreste russa.. e “se stanotte russo..”.

Ironico e divertente, il libro ha riscosso successo fra i mariti e le mogli. I racconti, brevi e fluidi, e la possibile identificazione fra il lettore e le vicende familiari di Oreste sono probabilmente alla base della popolarità di questo libro.

Oggi se ne trovano pochissime copie, ma le richieste continuano. Qualcuno ha proposto un “Comitato pro-Oreste” per la ristampa. AMI ha attivato un sondaggio per raccogliere l'interesse sulla ristampa del libro, e che trovi qui a fianco.

Leggi la prima parte dell'intervista.

Certo che ridere nella coppia non è sempre facile. Qualche suggerimento ai mariti per superare l’empasse?

Pensate a scriverci un libro, con ciò che vi succede in famiglia… vedrete che, improvvisamente, sul vostro viso splenderà un sadico, sarcastico, cinico sorriso che coinvolgerà (o preoccuperà) anche LEI!!!

Quant’è importante la comunicazione dei e fra mariti?

Oggi come oggi, effettivamente, c’è poca propensione ad aprirsi verso gli altri. Il saper sdrammatizzare le proprie debolezze, magari condividendole con gli altri, scoprendo poi che sono aspetti comuni, aiuta tutti a non tramutarle in problematiche.

È il classico esempio del “quanto ce l’hai lungo?” o del “quanto duri?”: scoprire che di Rocco Siffredi ce ne sono pochi, dà ai più quella serenità che sotto le lenzuola ognuno sa il fatto suo. Ritengo che questo esempio possa essere valido anche per momenti topici della vita di coppia come la spesa, la cena con i parenti, le ferie, la televisione, il trasloco, l’invito e altri episodi che ho voluto raccogliere nel mio libro.

Nel tuo libro si parla dell’importanza degli amici. Puoi raccontarci il tuo pensiero su questo punto?

Sono stato un privilegiato! Posso dire di avere condiviso momenti importanti della mia vita con persone che hanno saputo ascoltarmi, che hanno voluto conoscermi, che mi hanno dato fiducia e che mi hanno donato le loro confidenze, le loro gioie e i loro dolori; qualcuno mi ha davvero sorpreso, nel bene e nel male… Amici, li chiamano. Ma non credete che riuscire a fare tutto ciò, disinteressatamente e spontaneamente, abbia qualcosa di spirituale? Ecco per me l’amicizia ha un valore sovrannaturale!!

Continua nell'altra colonna >>>

Il lettore rivede se stesso nelle vicende di Oreste. Sarà forse questo una ragione di successo del libro?

Ogni lettore scopre una sua versione del libro, perché lo legge usando chiavi diverse e osserva alcuni particolari che per lui sono più importanti di altri.

Il libro ha stimolato un dialogo su un tema che è spesso dato per scontato ma che può divenire un fortissimo traino per il recupero della vita in famiglia e nella coppia!

Credo che debba essere ciascun lettore a rispondere a questa domanda, magari partendo proprio dalla straordinaria immagine di copertina concessa personalmente dall’artista Benedetta Bonichi.

Spesso nei tuoi racconti il marito finisce “in castigo” per qualche motivo, vuoi le lumache, vuoi perché in ritardo, vuoi perché non ha lavato la macchina. Realtà o finzione?

Nooo, non lo chiamerei “castigo”… diciamo che il marito preferisce mollare la presa per evitare la lite, perché forse, come ho detto in precedenza, non è sicuro degli esiti del litigio e, soprattutto, presagisce il possibile accordo finale, spesso peggiorativo rispetto alla situazione di partenza!!! Secondo voi, “colleghi mariti”, è finzione o realtà?

Infine una curiosità.. ma in cuor suo cosa pensa Oreste di Marie’?

Il mio personaggio è follemente innamorato di Marie’, a tal punto da “voler evitarle di svegliarlo”, con pizzicotti, schiaffetti e fischiettii, per interrompere gli “sporadici” episodi russatori riducendo così al minimo il rischio litigio..

Ritorna alla prima parte dell'intervista.


Copyright 2013 - Ernesto Berretti per AMI

Ritorna all'indice dei contenuti


Ernesto Berretti, classe 1968, fin da bambino sogna di fare il fotoreporter, per viaggiare e commentare ciò che accade nella società. Sportivo, si avvicina al canottaggio e, sedicenne, lascia Catania, la sua città natale, per entrare a far parte del College Remiero di Piediluco, in Umbria. Un breve periodo nel gruppo sportivo della Marina Militare, lo proietta in Guardia di Finanza che lo porta a trasferirsi in diverse città italiane fino a giungere a Civitavecchia dove vive attualmente. Intanto si sposa, forma una movimentata famiglia con 3 figli, mentre continua la sua carriera sportiva come allenatore. Nell’ambito delle attività sportive, ha l’opportunità di creare ed organizzare eventi per promuovere il canottaggio, esperienze che gli permettono di coltivare la sua passione per i viaggi, la fotografia e la scrittura grazie al contatto con le moltissime persone che incontra. Da questi percorsi si fa strada il desiderio di approfondimento che sfocia negli studi universitari per conseguire il diploma di laurea in “Comunicazione Internazionale” a Perugia. Avendo acquisito una visione più completa della comunicazione, decide di riesplorare quegli “appunti di ordinaria famiglia” che aveva accumulato nel corso degli anni. Nel dicembre 2009 la prima edizione della sua opera prima “Marie’, se stanotte russo…” va in ristampa dopo appena 5 mesi. Ora viaggia alla ricerca di un editore interessato a una nuova pubblicazione.



Scrivi un commento




Per ragioni di sicurezza, abbiamo inserito l'antispam per gli utenti non registrati.
Fai log in»
Commento:

Rispondi con un numero. Esempio:uno+uno? 2