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Matrimonio meno incerto, per i ricchi.

 

Una recente analisi dell’Economist contiene alcune considerazioni sull’evoluzione del matrimonio nella società inglese.

Innanzitutto, la graduale tendenza all’aumento dei divorzi, osservabile fra il 1963 e il 1990, si è invertita. Se negli anni ’90, l’8% dei matrimoni andava in fumo entro il quarto anno, oggi solo il 5% delle coppie sposate non riesce a festeggiare il quarto anniversario di matrimonio. L’inversione di tendenza è confermata anche al settimo anno di matrimonio con la percentuale che passa dal 17% del 1990 al 15% dei giorni nostri.

Inoltre, il matrimonio sta diventando uno status simbol. Nella classe medio-alta, quella dei professionisti, esso resta in voga e con tassi di natalità superiori alla media nazionale. Situazione ben diversa nella classe operaia, dove i matrimoni continuano a scendere. Erano il 53% nel 2001 e sono oggi il 44% della classe operaia.

La nostra chiave di lettura è che nell’Inghilterra “per bene”, mariti e mogli, dopo tanti anni di battaglie, hanno dato vita a un’interpretazione moderna e condivisa del matrimonio che produce unioni più forti e durature.

Quanto sia merito del marito e quanto della moglie non ci viene detto. Per ora, godiamoci la buona notizia.

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