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Papà alla riscossa

Intervista all'autore di "Mo te lo spiego a papà"

Francesco pubblica nel 2013 "Mo te lo spiego a papà'" (TEA edizione). Titolo tratto non a caso da una frase pronunciata da sua moglie Stefania e diventata un mantra in famiglia Uccello.

Il libro racconta con ironia il percorso che porta un marito ad essere riconosciuto come padre. Un percorso tortuoso costellato da vittorie e sconfitte anche per i papà con i superpoteri come Francesco che dopo la nascita del primo figlio viene travolto da una depressione piuttosto comune fra i neo-padri.

Francesco superate le prime difficoltà ne esce vittorioso. Fra pappe, bagnetti e giochetti, si ritaglia con la complicità della moglie un ruolo incontestato (?): spiegare ai bambini le cose e rispondere alle loro mille domande.. da allora Francesco è assai impegnato!!

Un libro "AZ", con il sorriso sulle labbra; un toccasana per chi è padre, chi vorrebbe esserlo e chi non ci pensa proprio. Ma anche un libro per tutte le donne che sono curiose di vedere la famiglia da un'altra prospettiva e trarre qualche spunto..

Il libro è in vendita nelle migliori librerie ed è disponibile in formato ebook per Kindle™.

Francesco, sei un papà moderno?

In alcuni momenti mi sento moderno e in altri tradizionale e a dire il vero non protendo né per l’uno né per l’altro. Mi sento moderno quando facciamo insieme cose che io non ho fatto con mio padre o quando spiego loro le cose. La mia parte tradizionale affiora sulle regole, sul rispetto e sui valori. Ci sono dei valori universali che voglio imparino a rispettare indipendentemente dall’epoca in cui si vive.

I papà stanno cambiando. Vedi dei rischi?

I cambiamenti portano in se sempre un po’ di rischio, ma in questo caso l’uomo deve affrontarli con intelligenza. Da questo approccio diverso dei papà, più partecipativo e consapevole non ne può venire fuori che una famiglia più forte e moderna. E se col tempo ci sarà una famiglia forte la nostra società sarà migliore.

Nel libro parli della Depressione per i Papà (DPP). Un disturbo che colpisce i padri dopo la nascita dei figli. Puoi condividere la tua esperienza? Hai qualche consiglio?

Credo che sempre più papà ne siano colpiti perché all’inizio non è facile capire cosa ti stia accadendo. Il tuo ruolo di papà è relegato a mero facchino o maggiordomo e non puoi fare moltissimo visto che nella fase iniziale la cura e l’alimentazione è spesso ad appannaggio delle mamme. Certo ci sono tante altre cose da fare, ma dal punto di vista emozionale c’è il rischio di sentirsi ingabbiato o in colpa per non riuscire a provare tutto quello slancio d’amore che ti eri sognato o che avevi letto in qualche manuale. Allora cominci a sentirti insofferente e come è successo a me ad avere la necessità, dopo il lavoro, di fare il giro largo o di cercare tutti i semafori rossi per tornare a casa il più tardi possibile.

Il consiglio è di parlare con un amico papà che ha vissuto prima questo tipo di esperienza.

La società è preparata ad affrontare la DPP?

La società non è preparata alla DPP. Non ci sono soldi per la cultura e per il sostegno delle famiglie disagiate figuriamoci corsi per preparare i genitori o figure professionali pubbliche atte a sostenere la famiglia nel primo anno di vita del bambino. Credo che se ci fossero progetti ad hoc ci sarebbero anche meno separazioni che spesso avvengono nel primo anni di vita dei bambini proprio per la incapacità di saper gestire i nuovi conflitti di coppia, il ruolo genitoriale e i contrasti emozionali che nascono.

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Dal libro traspare l’impegno di mariti e mogli nell'educazione dei figli e nell'inserimento in società. Questa funzione è socialmente riconosciuta?

Il ruolo secondo me è riconosciuto, diciamo che il difficile è sentirlo da parte dei padri. Non è facile vivere questa responsabilità e molti non ne sono capaci o la rifuggono. Un segnale di come la società riconosca questo ruolo anche nei padri e mariti sta nella pubblicità perché si sono accorti che i papà adesso non delegano più e sono degli influencers da tenere presente.

Nel libro parli dell'ironia in famiglia. Anche Ernesto Berretti, scrittore-papà, fa dell'ironia un mantra. Ma come si fa ad avere ironia in certi momenti difficili della vita famliare?

Prima di tutto deve essere un tuo stile di vita per cui se non ce l’hai diventa difficile farla venire fuori specie nei momenti difficili. Io ad esempio per lavoro ho sempre scherzato con i bambini, ci siamo presi in giro e così mi è stato facile far entrare questo elemento anche nella mia famiglia e nella vita quotidiana.

Il segreto è inserire una cosa ironica quando si è all’inizio dell’evento tragico o del litigio con la moglie così si eviterà di degenerare, ma moglie e marito devono capire l’importanza dell’ironia nella relazione di coppia.

Ci parli del “complesso dell'amplesso”?

Che vi devo dire, abbiate pietà. Se decidi di approcciarti a tua moglie capita che:

i bambini si svegliano

ai bambini sale la febbre

i nonni non possono più tenerseli

non trovi un amico o amica o zia che possa intrattenerli

la casa va a fuoco e altri disastri.

Non è facile avere un momento di intimità con tua moglie e quando ci sono tutti i presupposti capita pure che sei talmente stanco che ti addormenti. Non è una brutta figura, tranquilli, è naturale. La cosa bella e divertente è quando organizzi un incontro amoroso con lei di nascosto da tutto e da tutti. E’ una cosa strana, è un tradimento intra-familiare, sì perché tradisci i tuoi figli per vederti con tua moglie, magari anche in un albergo fuori mano o a casa senza dire a nessuno di essere ritornati.


Copyright 2013 - Francesco Uccello per AMI

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Francesco Uccello, 40-enne, napoletano, è autore di Mo te lo spiego a papà, un blog che parla di famiglia dal punto di vista di un papà. Francesco è anche autore del libro omonimo edito da TEA e ha un rubrica settimanale sulla rivista GIOIA (Hearst).
Laureato in lettere moderne, Francesco è educatore da 15 anni per la cooperativa sociale Terra e Libertà che si occupa esclusivamente di infanzia a Napoli. Nel 2004 ha scritto “Il Signore dei colori” edito dall’Isola dei ragazzi per spiegare la Carta Internazionale dei diritti dell’infanzia.
Francesco suona la chitarra, è istruttore subacqueo e ama preparare cene con gli amici sul suo terrazzo insieme con tutta la famiglia. Francesco è sposato e ha due figli maschi di 6 e 5 anni.



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    MOTELOSPIEGO:
    15 dic 2013
    Grazie. Un altro libro sui papà proprio no, diciamo che basta il blog. Però un altro libro sì e per questo ci stiamo lavorando. Buona Natale
    CURIOSO78:
    12 dic 2013
    Grande Francesco, quando il prossimo libro?